Le esequie ecclesiastiche: quando la Chiesa può rifiutare un funerale

La morte è una livella recita la nota poesia di Antonio De Curtis in arte Totò e la morte arriva per tutti: credenti e non, atei, credenti in religioni diverse dalla cattolica, persone dalla morale discutibile, criminali e quando la morte sopraggiunge non si nega a nessuno una degna sepoltura, eppure il diritto canonico – a voler essere applicato alla regola, prevede il rifiuto del funerale cattolico in determinate circostanze. Ecco quando le onoranze funebri a Roma e ovunque non sono così scontate.

La Chiesa al suo interno e nella società

Il relativismo religioso, il lassismo morale e la facilità ad assecondare i costumi e le correnti di pensiero del tempo influenzano anche i comportamenti della Chiesa persino in situazioni in cui il diritto canonico si esprime esplicitamente. La premessa necessaria è che la Chiesa cattolica, in quanto universale, ha per mandato l’apertura verso tutte le genti fino alla fine dei secoli. La sua azione nel mondo è rivolta all’annuncio del Vangelo, alla preghiera e alla conversione dei cuori. La Chiesa che, invece, si rivolge ai suoi figli vale a dire a tutti coloro che sono battezzati e rigenerati nei sacramenti di iniziazione esprime la propria azione attraverso l’istruzione, l’educazione e la custodia dei propri figli verso il rispetto dei comandamenti.

L’opera della Chiesa si palesa attraverso tre strumenti “oggettivi”: il Catechismo, la Liturgia, il Codice di Diritto Canonico.

Cosa sono le esequie ecclesiastiche

Le esequie in Chiesa dovrebbero essere espressamente rivolte ai suoi figli, ossia a quanti hanno seguito nel cammino terreno i sacramenti della chiesa cattolica: battesimo, confermazione, eucaristia, penitenza, unzione degli infermi, matrimonio o sacerdozio. Al momento del trapasso, è possibile concedere in articulo mortis l’indulgenza plenaria tramite le preghiere della Raccomandazione dell’anima, l’ultima confessione, l’unzione santa e l’ultima comunione sacramentale (Viatico). Si tratta di una condizione sempre più rara considerate anche le cause di morte e morte violenta o accidentale che non permettono neanche al credente cattolico di ricevere la cosiddetta “estrema unzione”. Tramite le esequie, la Chiesa consegna l’anima del defunto a Dio, si prende cura della degna sepoltura del suo corpo che con il Battesimo è diventato Tempio dello Spirito Santo. Il luogo deputato ad accogliere i resti mortali è il cimitero o più propriamente il Campo Santo, che non bisogna dimenticare è un Campo benedetto e consacrato, assimilabile a un luogo sacro per cui ci si entra con lo stesso rispetto e reverenza di qualsiasi altro luogo sacro.

Le esequie ecclesiastiche possono essere concesse oppure negate secondo il diritto canonico.

Esequie ecclesiastiche: quali sono gli impedimenti al funerale

È necessario fare una premessa a riguardo: dinanzi a Dio che giudica con giustizia e conosce il cuore di ognuno, nulla può fare la legge umana e il limite della Chiesa è proprio quello di poter giudicare solo le condizioni esterne e “oggettive”, per questo la Chiesa non si rivolge ai “defunti” in genere, ma solo ai “fedeli defunti” perché la Chiesa può agire ed esprimersi solo su coloro che in vita si sono conformati alla dottrina cattolica. Il diritto canonico (can. 1176, comma 1, 2,3) prevede, dunque, che le esequie ecclesiastiche siano riservate ai fedeli defunti a norma di diritto, che si onorino i corpi dei defunti, si rechi il conforto della vita eterna ai vivi, si conservi la consuetudine di seppellire i defunti o provvedere alla cremazione purché non sia una scelta dettata da ragioni contrarie alla dottrina cattolica.

Le esequie cattoliche sono esplicitamente negate ai fedeli e a chiunque si macchi dei peccati di:

  • Apostasia: il ripudio totale della fede cristiana;
  • Eresia: la negazione o il dubbio ostinato di una qualsiasi verità delle fede cattolica, anche da parte dei battezzati;
  • Scisma: il rifiuto di riconoscere il Sommo Pontefice e il riconoscergli obbedienza.

Inoltre, chiunque non abbia mostrato pentimento prima di morire può essere privato delle esequie, così come:

  • Chi sceglie la cremazione per ragioni contrarie alla fede cristiana;
  • Peccatori manifesti ai quali non si può concedere le esequie senza provocare scandalo pubblico tra i fedeli.

In caso di dubbio sul comportamento da assumere, il parroco deve consultarsi con l’Ordinario del luogo il cui giudizio è insindacabile.

Conclusioni

La Chiesa non è un’istituzione sociale o umanitaria qualsiasi e che rivolge i propri servizi a chiunque, né tanto meno offre un servizio di onoranze funebri indifferenziato, allo stesso modo se vi rivolgete ad agenzie funebri come la Cattolica San Lorenzo non bisogna aspettarsi null’altro di diverso.

La celebrazione delle esequie ecclesiastiche è stabilita dal diritto canonico con riti, simboli e canti ben precisi per cui nessun fedele ha il diritto di modificare il rito liturgico. La Chiesa agisce in foro esterno in quanto non può giudicare le intenzioni del cuore e la responsabilità morale di ciascuno, ma può attenersi ai soli atteggiamenti espressi o dichiarati pubblicamente in vita. La Chiesa, tuttavia, prega per tutti i peccatori, per la loro conversione e ne invoca la misericordia divina.